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Mia figlia sta per compiere 1 anno e il solito strano fenomeno si è compiuto: un minuto prima le giornate tra pappe e coliche sembrano interminabili, un minuto dopo il tempo è volato e mia figlia sta già passando allo stadio di bambina.
Realizzo com’è cambiato tutto da quando lei è nata: è incredibile, pensi che avendo un figlio sei già rodata e l’arrivo del secondo comporterà solo qualche incombenza in più, anche perché già hai vissuto tutte le prime emozioni, e invece ci sono tantissime sensazioni nuove e soprattutto molto tempo in meno! (hai detto tempo? No scusa fai finta di nulla..)
Ho già scritto un articolo sui 5 motivi per (non) viaggiare con due bambini ma, dopo un anno di rodaggio in quattro, il quadro è più chiaro e mi sono resa conto di quanti falsi miti esistano e dei preconcetti del viaggiare in quattro.
5 falsi miti da sfatare sul vivere e viaggiare in quattro
1.Credi che con il secondo addrizzerai il tiro del sonno
Questo non è attinente al viaggio ma sempre valido: ricordo ancora perfettamente che, quando si è trattato di gestire la tematica “sonno” con il mio primo figlio, è stato panico puro,non sapevo da dove cominciare; si addormentava placidamente al seno e, come da manuale, si risvegliava appena lo poggiavo sul lettino; quando poi sono riuscita a farlo appisolare sulla sdraietta dondolandolo manualmente per una comoda mezz’oretta (almeno), pensavo di aver ottenuto un buon risultato, dopo pochi giorni il mio entusiasmo è svanito; grazie ad una provvidenziale Tracy Hogg, con molta calma e tanta pazienza, sono riuscita a farlo addormentare nel suo lettino e (almeno per un po’) ho tirato un sospiro di sollievo. Ecco, con il secondo, pensi che ormai sai come comportarti, che ora non hai dubbi e lui/lei praticamente si addormenterà in autonomia solo perché tu sei preparata e invece non è propriamente così: quando ti crolla in braccio ti sciogli allo stesso modo, forse sei anche più consapevole dell’unicità di questi momenti e vorresti non finissero mai. In poche parole forse sarai più preparata tecnicamente ma restano le difficoltà a tenere il polso duro anzi forse aumentano!
2. Pensi che ti verrà il senso di colpa nei confronti del primo
Quando resti in
3. Pensi che sarà facile in viaggio in quattro: basta che papà e mamma si dividano
Ormai nei viaggi in 3 siamo rodati, in fondo si tratta (va) di affrontare in 2 le esigenze di 1 bambino, con
l’arrivo del secondo cosa vuoi che cambi? Un figlio a testa per genitore e via! Purtroppo non è così automatico: all’inizio le esigenze non sono le stesse (a meno che non siano gemelli!), età diverse e quindi necessità diverse; non è detto
4. Credi che avendo già un figlio avrai meno timori e remore in viaggio
Ecco questo è un altro aspetto che avevo sottovalutato: con l’arrivo di Baby P. avevo scoperto il fantastico mondo delle “paranoie” e delle “preoccupazioni” per un esserino che dipende da te; qualcosa di nuovo che inizialmente mi ha fatto paura ma con cui poi ho imparato a convivere. Anche in questo caso ho pensato che con l’arrivo della seconda figlia non sarei più passata da questa fase e invece eccola lì, più forte di prima. Non so se è questione di età che avanza ma credo sia più che altro il fatto di sapere che non c’è più solo un esserino che dipende da te bensì due: avete presente quando l’aereo balla e vi passa la vita davanti? Io in quel momento penso non più solo a 1 bimbo ma a 2!
5. Tutti ti tranquillizzano sul fatto che due fratelli si fanno compagnia in viaggio!
Questo assunto non è sbagliato però spesso si dimenticano di dirti che prima che avvenga passerà un bel po’ di tempo! Ovviamente dipende anche dall’età dei bimbi: nel mio caso hanno 3 anni di differenza, 3 anni che inizialmente sono un abisso e pian piano si assottigliano. Ora che Sister A. sta per compiere 1 anno la situazione sta migliorando ma fino adesso i due mondi erano abbastanza separati: anelo il momento in cui potrò dire “su bambini, andate a giocare insieme” anche se temo, o meglio so con certezza, che a breve ci sarà anche il momento litigio e la fase del “buoniiiii bambini, non bisticciate!”