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In fondo lo hai sempre saputo, ma hai fatto finta che non fosse vero, magari hai fatto anche la spavalda mostrando supponenza…sto parlando del fatto che viaggiare in aereo in due con un bambino non è come viaggiare da soli con un pargolo scalpitante!
Come sapete Baby P. ha una carriera di tutto rispetto in termini di aerei presi: numerosi voli nazionali, un’invidiabile quantità di tratte internazionali e persino una meta intercontinentale. Ve ne ho parlato, vi ho dato consigli, dritte e raccomandazioni: tutto questo dall’alto della mia sicurezza di coppia che vola con il proprio figlio, eh si…perchè tutti in tutti questi viaggi c’era sempre la costante e rassicurante presenza di Sir G.
Normalmente sono io che mi occupo di portare il necessario per mio figlio (dai viveri agli “strumenti” di intrattenimento), sempre io che tendenzialmente gestisco il piccolo in volo e ancora io ad essere pronta per capricci-bisogni-necessità ma la presenza dell’”uomo accanto” è fondamentale: sono in grado di fare tutto ciò che ho descritto perchè è il papà che si occupa di trascinare valigie, borse e borsette, lui si occupa della parte “gestionale” e dei “fardelli”, e poi ovviamente mi concede pause da mio figlio intrattenendolo e un salvagente sicuro nel caso io abbia momenti di cedimento o un semplice bisogno di andare al bagno.
Può non sembrare tantissimo ma vi assicuro che quando, invece, non hai questo supporto cambia tutto, lo capisci bene solo quando lo sperimenti come è successo a me!
In aereo da sola con bambino – le prime reazioni
Voglio essere onesta: dopo aver acquistato il biglietto, il mio primo pensiero è stato “E ora come faccio? Sarò in grado di fare questo viaggio da mamma sola e di gestire tutte le pulsioni di un bimbo di due anni?” ma l’entusiasmo e l’adrenalina da nuova meta da scoprire hanno presto soppiantato tutti i miei timori .
Sono passata quindi al secondo stato emotivo: “ok ora razionalizziamo e organizziamo al meglio questa trasferta”.
In aereo da sola con bambino – i capisaldi fondamentali
Ho passato in rassegna tutti i nostri voli, ho osservato mio figlio mentre correva e saltava (con una goccia di sudore che mi scorreva sul viso), ho fatto un calcolo dei bagagli che avremmo avuto e mi sono posta quindi alcuni capisaldi fondamentali:
- Devo avere le mani libere per seguire tutti i movimenti di mio figlio: ho quindi optato per spedire il bagaglio e portarmi solo uno zaino a spalle dove avrei infilato tutto;
- In aeroporto il passeggino mi rallenta: ho scelto di spedire anche il passeggino da subito (considerando anche che Baby P. non lo ama) e di munirmi di marsupio;
- Non devo essere a corto di cartucce ovvero devo avere tutte le forme di intrattenimento possibili: in ordine sparso mi sono portata libricini (numero 3), i-pad (per video e ebook), animaletti (numero 3), fogli e matite colorate, macchinine (numero 2), viveri (snacks, frutta, lecca lecca, succhi di frutta). Mi pare sia tutto.
Tutti e 3 i capisaldi si sono rivelati essere punti vincenti: avere le mani libere mi ha dato la possibilità di assecondare le esigenze di mio figlio e anche di avere io una maggiore serenità, portare mio figlio nel marsupio mi ha consentito di superare il controllo in maniera “non traumatica” ed anche il ritiro dei bagagli è stato indolore ed infine le “cartucce intrattenimento” mi hanno permesso di distrarlo a sufficienza.
In aereo da sola con bambino – incidente di percorso
In aereo da sola con bambino – Conclusioni
Dopo questa esperienza intensa, il volo di ritorno con il papà mi è sembrato davvero una passeggiata ma devo anche ammettere che l’essere riuscita in maniera “indolore” ad affrontare il volo in aereo da sola con mio figlio mi ha riempito di una soddisfazione che non pensavo avrei provato.
Viaggiare da sola con lui è stata una dimensione nuova che, se da prima mi ha spaventato un po’, poi invece si è rivelata essere elettrizzante! Ora sono pronta per un’altro volo da sola con lui…che dite punto più ad una tratta intercontinentale? 🙂