fratello e sorella

L&L

Quando ero una bimba ero l’ombra di mio fratello maggiore: lui per me non era solo un fratello ma anche un padre (tranquilli il papà ce l’ho!), un amico, un confidente, una guida: certo come tutti i maschietti come amico era un po’ “sadico” ma mi voleva bene.

Con lui giocavamo ai combattimenti, lui mi plagiava e formava per affrontare le difficoltà, a volte mi portava sulla cattiva strada, altre mi coccolava, ci divertivamo, litigavamo e ci vendicavamo (o forse si vendicava solo lui?); insomma un bel fratello maggiore che me ne ha fatte passare tante e senza il quale la mia infanzia sarebbe stata triste e vuota.

Ricordo che un giorno stavamo discutendo su chi dovesse mangiare l’ultima caramella rimasta, poi lui ebbe un’idea (che allora trovai geniale, come solo un fratello saggio avrebbe potuto avere) e disse “questa caramella non è nè per me nè per te ma è per Gesù bambino: poggiamola sulla mensola  e quando non ci saremo lui verrà a prendersela”. Credetti davvero che la sua frase fosse stata dettata da una bontà infinita e quasi mi vergognai di aver litigato con lui. Neanche a dirlo la caramella “sparì magicamente” e io pensai di avere il fratello migliore del mondo!

Ripenso poi a quando una volta mentre ero in classe (per la precisione terza elementare) con un’amica iniziammo a giocare a “campana”: sapete quel gioco in cui ci si mette schiena contro schiena, si incrociano le braccia e poi piegandosi in avanti, prima l’uno e poi l’altro, sollevi, rispettivamente, il tuo compagno di giochi? io la sollevai tantissimo e dentro di me pensai che “mio fratello sarebbe stato fiero di me“, poi caddi, gli occhiali da vista che portavo si piegarono e mi si infilarono poco sopra il sopracciglio e finii al pronto soccorso sanguinante. Quando rientrai a casa con ben 2 punti di sutura, mio fratello mi vide e disse “che delusione”.

Ecco è proprio ad un episodio del genere a cui ho pensato quando ho letto la domanda “Qual è il modo più stupido in cui ti sei fatta/o male?”: 1 delle 5 domande a cui devo rispondere grazie all’invito di Ellisteller (vabbè poi mi paghi per essere una tua “lettrice affezionata” e aver già messo il nuovo dominio) Si tratta del “Premio curiosità“: un premio, direi “ambitissimo”, che si riceve per nomina (invidiosi eh?) e che prevede si risponda, appunto, a 5 domande per farsi conoscere e meglio, si pubblichi il logo del “gattino curioso” e si nominino altri 5 fortunatissimi blogger dopo un’attenta e profonda valutazione!

curioso

Ecco le domande che ho scelto io:

  1. Esponici il tuo abbigliamento-tipo di quando avevi 14 anni: alle medie (ma solo il primo anno, giuro) mia madre sceglieva ancora i vestiti per me, li comprava dalla Cicogna (oddio, ho fatto pubblicità subliminale?) ma aveva un gusto tutto suo. Un giorno misi la bellissima (eco) pelliccia rosa salmone che mi aveva comprato, la attaccai all’attaccapanni, un mio compagno arrivò, la vide e disse “Scommetto che è di Lucrezia”. Capii che i gusti di mia madre erano opinabili ed era giunto il momento di affrancarmi!
  2. Qual è il modo più stupido in cui ti sei fatta/o male? Vedi episodio della campana raccontato sopra!
  3. In quale principessa Disney ti identifichi maggiormente e perché (vale anche per i maschi)? Quando ero piccola avevo un’ossessione per la Sirenetta anche se mi restavano dei quesiti irrisolti del tipo “Come reagirà quando il suo principe la porterà in un bel ristorante di pesce?” o cose del genere. In questo momento della mia vita opto senza dubbio per la Bella Addormentata, ovviamente solo nella fase in cui dorme, il principe non lo voglio neanche vedere….non serve che spiego il motivo vero?
  4. Hai qualche abitudine alimentare che gli altri ritengono nauseante/bizzarra e tu non capisci perché? Non so se fosse proprio un’abitudine alimentare ma quando ero piccola avevo il “vizio” di mangiare in bagno durante i bisogni (mi sa che era meglio se non lo scrivevo ma ormai l’ho fatto!). Un giorno, però, durante un litigio con il mio “amato” fratello lui mi disse “E guarda che lo so che mangi in bagno, che schifo“. Smisi subito di farlo.
  5. Consigliaci un libro che noi siamo gente acculturata: è stata molto dura scegliere l’ultima domanda a cui rispondere ma, considerando che tra le altre domande si blaterava di ricette o denti da latte, ho optato per i libri. In realtà questa richiesta mi ha fatto pensare alla moda che impazza su Facebook della lista dei 10 libri che ti hanno cambiato la vita e che io (non me ne vogliate…) detesto: sembra più che altro uno sfoggio di cultura forzato. Quindi, più che consigliare un libro colto, ve ne cito 3 che per caso ho letto e che ho trovato originali o quanto meno “fuori dal coro“: 1. What I talk about when I talk about Running di Haruki Murakami; questo autore è noto per ben altri libri ma in questo lui rivela i pensieri e le riflessioni di un novello corridore alle prese con il “running”. Per la cronaca io non corro ma l’ho trovato insolito e in qualche modo affascinante. 2. Un certo tipo di intimità di Jenn Ashworth in cui una svampita (o almeno apparentemente tale) confonde la gentilezza del vicino per interesse e inizia a torturare la fidanzata modella. Un libro fuori dal coro, a dir poco. 3. Il regno delle donne di Ricardo Coler: in un mum blog letto quasi esclusivamente da donne non potevo non citare un libro in cui si parla dell’ultima società matriarcale. Una regione cinese in cui le donne sono al comando e cambiano partner ogni notte, geniale.

Pensavate mi fossi dimenticata? ecco le mie 5 nomine o forse dovrei dire le 5 “malcapitate‘: Valigia e Passeggino, Mamma Girovaga, Materfamilia, Alicearienta, Marina Da Mamma a Mamma.

Mi raccomando seguite le indicazioni: inserite il logo, rispondete alle 5 domande e nominate a vostra volta altre 5 malcapitate. E se le domande a cui ho risposto non vi convincono potete scegliere tra le 15 che trovate QUI (l’importante è che rispondiate in tutto a 5 domande).

Ragazze, andate e riproducetevi!

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Lucrezina
Written by Lucrezina
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